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Korean Jindo

Korean Jindo

Il cane nazionale coreano: una persona sola, una risposta sola e un cancello da ripensare.

In breve: Il Jindo coreano è uno spitz di taglia media (15–23 kg) dell'isola di Jindo, all'estremità sud-occidentale della penisola, dove cacciava cervi e cinghiali e sorvegliava la casa molto prima che qualcuno mettesse la razza per iscritto. Nel 1962 la Corea del Sud lo ha dichiarato Monumento Naturale n. 53, e ancora oggi i cani nati sull'isola hanno bisogno di un permesso della contea per andarsene: è il motivo per cui all'estero se ne vedono così pochi. Lo standard FCI n. 334 ammette sei colori — fulvo rosso, bianco, nero, nero focato, grigio lupo e tigrato — su un mantello doppio e fitto, con orecchie triangolari erette e coda a falce o arrotolata. Lo standard chiede un cane coraggioso e attento, che mangia poco, si tiene pulito e si lega a una persona sola, senza riserve. La razza è tutta lì: devoto in casa, per niente impressionato dagli estranei e mai del tutto fuori servizio.

Dati essenziali

DimensioniFormato · 45–55 cm
Peso15–23 kg
Aspettativa di vita12–15 anni
EnergiaAlta — un cacciatore che fa anche la ronda
Perdita di peloAlta in stagione — due mute abbondanti l'anno
MantoMantello doppio e fitto · fulvo rosso, bianco, nero, nero focato, grigio lupo o tigrato
GruppoSpitz asiatici (standard FCI n. 334, Gruppo 5)
OrigineJindo Island, South Korea

Caratteristiche delle razze

Cordialità

Affettuoso con la famiglia
Adatto ai bambini
Va d’accordo con gli altri cani
Apertura verso gli sconosciuti

Attenzione

Livello di perdita del pelo
Cura dell’aspetto
Salute generale
Bava

Da tenere a mente

Addestrabilità
Livello di energia
Abbaiare
Risoluzione dei problemi

Temperamento

Chi vive con un Jindo descrive più o meno sempre lo stesso cane. Silenzioso in casa, pulito quasi dal giorno in cui arriva, fissato su una persona e acceso nell'istante in cui qualcuno tocca il cancello. Lo standard lo chiama fedele, e quella fedeltà ha un rovescio: un Jindo che si è già affidato a qualcuno regge male un cambio di casa, e lo standard scrive chiaramente che resta legato al proprietario precedente. Sotto la calma c'è l'istinto di caccia. Un gatto che attraversa il giardino, un coniglio nella siepe, una traccia di cervo: il cane è già partito prima che tu finisca la parola. Non ama i cani del suo stesso sesso, cosa che lo standard dice apertamente e che le case con più cani confermano anno dopo anno. Non è un cane difficile con cui vivere, ma è un cane che decide da sé e che si aspetta una ragione quando lo contraddici.

Censimento BreedQuest: Dichiarato Monumento Naturale n. 53 della Corea del Sud nel 1962 e tutelato dalla legge sulla protezione del patrimonio culturale; riconosciuto dalla FCI nel 2005 con lo standard n. 334. Fuori dalla Corea resta rarissimo: nel 2016 in tutto il Regno Unito ne risultavano iscritti 25, e in Italia è praticamente introvabile.

Abitudini e peculiarità

Sa come si torna a casa

Nel 1993 una Jindo bianca venduta dall'isola a Daejeon, a circa 300 km di distanza, si presentò alla porta della vecchia proprietaria sette mesi dopo. Nel 2004 la contea di Jindo le ha dedicato una statua. La fama di cane che ritrova la strada si regge su una manciata di storie come la sua, non su qualcosa di misurato.

La recinzione è solo una prima bozza

Si arrampica, scava, prova il chiavistello con una zampa: il Jindo lavora un confine come lavora un pendio, con pazienza e da ogni angolazione. I proprietari parlano della loro recinzione come altri parlano della macchina.

Pulito senza che glielo chiedi

Lo standard annota che mangia poco e si tiene pulito, e i proprietari confermano: poco odore di cane, attenzione a dove mette le zampe, pulizia in casa imparata in pochi giorni. È la cosa più semplice di tutta la razza.

Sceglie una persona e non cambia idea

È educato con tutta la famiglia, ma lavora davvero per una persona sola. Gli ospiti vengono osservati dall'altra parte della stanza, non salutati: un Jindo si apre secondo i suoi tempi, oppure non si apre.

Attenzione

EsercizioUna o due ore al giorno: passeggiate lunghe, escursioni, giochi di fiuto, lunghina in campagna aperta. La recinzione conta quanto i chilometri: 1,8 m, a prova di scavo alla base e niente da arrampicare lì vicino.
ToelettaturaSpazzola il mantello doppio una volta a settimana e tutti i giorni durante le due mute abbondanti, quando il sottopelo viene via a ciocche. Il bagno serve di rado: il pelo si libera dello sporco da solo.
FormazioneSessioni brevi basate sul premio, da subito, con tanta socializzazione prima delle 16 settimane. Impara in fretta e obbedisce a scelta; il richiamo è il pezzo che quasi nessuno porta mai a casa del tutto, quindi organizzati con la lunghina invece di sperare.
SaluteIn generale una razza sana. Ipotiroidismo e allergie cutanee sono i due problemi più segnalati; chiedi agli allevatori le lastre delle anche, i test tiroidei e i controlli oculari, cataratta compresa.

Quanto dar da mangiare a un Jindo? →

Domande frequenti

Il Jindo è un cane impegnativo?

Più della media, in tre punti precisi. Il richiamo non tiene quando si accende l'istinto predatorio, quindi la libertà senza guinzaglio vale solo in spazi recintati. La fuga è un hobby: una recinzione sicura è un acquisto, non una precauzione. E l'intolleranza verso i cani dello stesso sesso è abbastanza frequente da rendere il secondo cane una cosa da pianificare, non da sperare. In cambio hai un cane di casa pulito, silenzioso e devoto, che non chiede quasi nient'altro.

Si può esportare un Jindo dalla Corea?

Non con leggerezza. Solo i cani nati sull'isola di Jindo possono essere registrati come Jindo dal governo, e per portare fuori dall'isola un cane registrato serve un permesso di trasporto della contea, previsto dalle norme di tutela dei Monumenti Naturali. I cuccioli di genitori Jindo nati sulla terraferma o all'estero non rientrano in quel regime, ed è quello che allevatori e associazioni di recupero all'estero affidano davvero.

I Jindo ritrovano davvero la strada di casa?

Alcuni l'hanno fatto, su distanze difficili da spiegare, e il caso del 1993 è documentato abbastanza bene da essere finito sui giornali nazionali. Resta però una raccolta di storie individuali straordinarie, non una capacità dimostrata della razza, e nessuno l'ha mai verificata come si deve. Consideralo folklore con casi veri alle spalle, non un motivo per fidarti del cane senza guinzaglio.

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