Processionaria e cane: cosa fare subito e quando scatta il rischio
La processionaria non morde e non punge: ferisce il cane con migliaia di peli uncinati, e una volta che sono in bocca conta solo una cosa, il tempo. In uno studio francese su 109 cani, il 45% di quelli a cui la bocca è stata lavata dopo le prime sei ore è arrivato dal veterinario con la lingua in necrosi, contro il 5% di quelli lavati prima. Quasi tutti si sono salvati; più di un terzo, però, ha perso per sempre un pezzo di lingua. Qui trovi cosa fare nei primi minuti, come riconoscerla e le poche settimane dell'anno in cui è all'altezza del naso.
Emergenza: cosa fare adesso
Se il tuo cane ha appena toccato una processionaria, non aspettare di vedere se passa: i sintomi partono in pochi minuti e ogni ora conta. Allontanalo subito dalla zona. Mettiti i guanti prima di toccarlo, perché i peli entrano anche nelle tue mani. Poi lava la bocca con acqua tiepida abbondante, a getto gentile, per dieci-quindici minuti, tenendo la testa in giù così l'acqua esce e non viene ingoiata: lascia che porti via i peli, non che li sposti in giro. Solleva i peli dal pelo con un rullo levapelucchi o del nastro adesivo prima di lavarlo. Se sono finiti negli occhi, sciacquali con acqua, non tamponarli.
Fatto questo, vai dal veterinario immediatamente: il risciacquo è quello che fai per strada, mai al posto della visita. E ci sono cose da non fare, perché sono gli errori che peggiorano tutto. Non strofinare, non sfregare, non passare uno straccio: strofinare spezza altri peli, li spinge più a fondo e libera altra tossina. Niente mani nude e niente peli tolti con le dita. Dimentica il consiglio dell'acqua calda per "sciogliere" la tossina: non lo sostiene nulla e significa versare acqua bollente in una bocca già ferita. E non ricorrere ai farmaci di casa: il paracetamolo è veleno per il cane, e un antistaminico preso dall'armadietto non sostituisce la corsa dal veterinario.
Perché conta ogni ora

Il danno viene dai peli, non dai denti. Un bruco maturo porta fino a un milione di peli urticanti staccabili e uncinati, i tricomi, e mentre penetrano rilasciano la taumetopeina, una proteina che fa scaricare l'istamina tutta insieme. Sono due i punti che contano. È una reazione irritante e tossica, non una classica allergia: un cane che non ha mai incontrato un bruco in vita sua può farsi male gravemente al primo contatto, non serve una prima esposizione. E il cane non deve toccare per forza nulla: i bruchi lanciano i peli quando li disturbi, il vento li porta, e ogni muta ne lascia altri nel nido.
Il numero più utile su questo tema viene da quell'ospedale francese: dei cani lavati dopo sei ore dal contatto, il 45% è arrivato con la lingua necrotica, contro il 5% di quelli lavati entro le sei ore. A fare la differenza è il tempo, non la dose. Anche gli occhi sono un bersaglio: in una casistica spagnola di 140 cani con danno oculare quasi tutti avevano cheratite, ma dopo il lavaggio e le cure 139 su 140 hanno recuperato in due-quattro settimane. La forma vera del rischio non è quella che racconta internet: la sopravvivenza nello studio sui 109 cani è stata del 97%. La difficoltà respiratoria da gonfiore in gola compare nel 5% dei casi, ed è quella rara che uccide. Quello che resta è il tessuto: il 37% dei cani seguiti nel tempo ha perso per sempre un pezzo di lingua. Raramente fatale, spesso mutilante, e deciso quasi tutto da quanto in fretta la bocca viene lavata.
Come riconoscerla: il bruco, la processione, il nido

I segnali partono in pochi minuti, ed è proprio per questo che stare a guardare se si calma è l'istinto sbagliato. All'inizio il cane è improvvisamente agitato: si gratta il muso a terra, scuote la testa, sbava di colpo. Poi lingua e labbra si gonfiano, deglutire diventa difficile, i linfonodi sotto la mandibola si ingrossano e la lingua può penzolare perché non ci sta più. Il colore segue il danno: prima rossa, poi dura e bianca, poi viola-nera sulla punta dove il tessuto muore. Circa metà dei cani vomita.
La processionaria del pino sverna in nidi di seta bianca in alto sulle chiome, sul lato assolato, e scende dal tronco nelle file indiane che le danno il nome. È lì, a terra, che arriva all'altezza del naso. Impara a riconoscere il nido — un bozzolo di seta bianca ben visibile sulla cima soleggiata del pino — e non toccarlo, non bruciarlo, non annaffiarlo e non buttarlo giù: disturbarne uno mette in aria una nuvola di peli. La rimozione è un lavoro per il comune o per una ditta autorizzata, e in molti comuni la lotta è obbligatoria per legge. La parte che si salta sempre: i nidi vuoti e il terreno restano pericolosi. I peli si accumulano nel nido a ogni muta e restano urticanti per anni, e si depositano nel sottobosco sotto un pino infestato, ecco perché compaiono casi anche in autunno senza un bruco in vista.
Il calendario del rischio, regione per regione
La discesa dei bruchi — il momento in cui sono all'altezza del cane — dipende dal clima: più a sud e più caldo, più presto arrivano a terra. Sono finestre indicative, non date precise, e con inverni miti possono anticipare. Segna la tua zona e tieni il cane al guinzaglio nelle pinete in quelle settimane.
| Sud e isole (Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, coste tirreniche calde) | gennaio – marzo |
| Centro (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo costiero) | febbraio – aprile |
| Nord e Appennino (Pianura Padana, prealpi, pinete collinari, Liguria) | marzo – maggio |
| Alta quota e montagna | aprile – maggio (più tardi) |
Un avvertimento che vale tutto l'anno: nidi vecchi e sottobosco sotto i pini infestati restano urticanti anche fuori stagione, quindi la prudenza sotto un pino con un nido non finisce a primavera. E la processionaria non sta ferma: il suo limite nord è avanzato di decine di chilometri in una generazione ed è salito di un paio di centinaia di metri sulle montagne italiane, quindi zone un tempo sicure oggi possono non esserlo.
In stagione: passeggiate, controlli e i gatti

In stagione, nelle pinete e nei querceti cammina al guinzaglio invece di affidarti al richiamo, e dopo ogni passeggiata controlla il cane come faresti per zecche o forasacchi: muso, bocca se te lo permette, zampe, occhi, pelo. Un cane che lavora col naso nel sottobosco è esattamente quello per cui è scritto questo pezzo: un Bracco Italiano, un Lagotto Romagnolo da tartufo o qualunque cane da caccia tra gli aghi di pino. Se cerchi un cane adatto a passare le giornate all'aperto d'estate, guarda la nostra lista dei cani che reggono il caldo.
I gatti incontrano gli stessi bruchi e riportano le stesse lesioni, ma finiscono dal veterinario molto più di rado: indagano un oggetto strano con la zampa e uno sguardo lungo, mentre il cane lo indaga col naso e la bocca, ed è tutta lì la differenza. Nei pochi casi descritti i gatti mostravano lingua gonfia e tanta bava come i cani, ma sono tutti guariti senza danni duraturi. Undici gatti sono una base sottile, quindi tieni la rassicurazione con le molle: raramente colpiti non vuol dire al sicuro. La processionaria è un pericolo mediterraneo tra i tanti della bella stagione: se convivi con il caldo, leggi anche cosa fare per il colpo di calore e per i pappataci che trasmettono la leishmaniosi.
Domande frequenti
Cosa devo fare se il mio cane ha toccato una processionaria?
Allontanalo dalla zona, mettiti i guanti e lava la bocca e la pelle colpita con acqua tiepida abbondante a getto gentile per dieci-quindici minuti senza strofinare, poi vai subito dal veterinario. Il lavaggio precoce è l'unica cosa che cambia l'esito, ma è quello che fai mentre vai in clinica, non al posto della visita.
Quali sono i sintomi del contatto con la processionaria nel cane?
Bava improvvisa e abbondante, il cane che si gratta o strofina il muso, lingua e labbra gonfie, difficoltà a deglutire e una lingua che cambia colore dal rosso al bianco al viola-nero dove il tessuto muore. Circa metà dei cani vomita. Gli occhi possono diventare dolenti e opachi, e il gonfiore in gola può rendere difficile respirare: quella è un'emergenza.
Quanto in fretta compaiono i sintomi?
In pochi minuti. Dolore, bava e gonfiore iniziano quasi subito, e vomito e danno alla bocca peggiorano nelle ore successive. Siccome il ritardo è il fattore che più predice la necrosi della lingua, non esiste una versione in cui aspettare a casa per vedere che succede sia la scelta giusta.
E se il cane ha ingoiato una processionaria?
Trattalo come un'emergenza e vai subito dal veterinario. Averla ingoiata significa peli conficcati lungo lingua, bocca e gola, dove il gonfiore può toccare la respirazione. Sciacqua la bocca con acqua tiepida mentre vai in clinica, tenendo la testa in giù così l'acqua esce invece di essere ingoiata, e non provare a farlo vomitare.
I nidi vecchi o vuoti sono ancora pericolosi?
Sì. I bruchi lasciano peli nel nido a ogni muta, quindi un nido vuoto può contenerne una quantità enorme e resta urticante per anni. I peli si accumulano anche nel sottobosco sotto il pino infestato. Non maneggiare né buttare giù un nido, vivo o abbandonato, e tieni il cane lontano dal terreno sotto di esso.
La processionaria è pericolosa anche per i gatti?
Sì, anche se i gatti si fanno male molto più di rado perché indagano con la zampa invece che con la bocca. Nei casi descritti mostravano lingua gonfia e tanta bava come i cani, ma tutti sono guariti senza danni duraturi. Un gatto con la bocca, il muso o una zampa improvvisamente doloranti dopo essere stato fuori in stagione va comunque portato dal veterinario in giornata.
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